O L’ILVA o La Vita

La prima Grana per il Ministro della Transizione Ecologica

Neppure il tempo di insediarsi che il nuovissimo ministro voluto dal Beppe Grillo per far digerire alla “base” il Governo Draghi ha la prima grana. Secondo la prima sezione del Tar Lecce (presidente estensore Antonio Pasca), «lo stato di grave pericolo in un contesto abitativo» come quello della città di Taranto, aggravato “proprio dal sempre più frequente ripetersi di emissioni nocive ricollegabili direttamente all’attività del siderurgico», deve ritenersi «permanente ed immanente». Sono stati così respinti, perché ritenuti da un lato infondati e dall’altro inammissibili, i ricorsi presentati da ArcelorMittal e Ilva in As, che avevano comunque determinato la sospensione degli effetti dell’ordinanza sindacale urgente e contingibile. Il Tribunale amministrativo aveva chiesto alle due società ricorrenti di fornire documentazione utile a provare l’assenza di fenomeni emissivi. Ma la comunicazione attribuita ad ArcelorMittal del 22 marzo 2020 non è stata ritenuta sufficiente. Il termine per «procedere a ulteriori accertamenti e verifiche al fine di individuare preliminarmente le anomalie di funzionamento», sottolinea il Tar, deve ritenersi «ormai irrimediabilmente decorso». Dalle risultanze acquisite «con la disposta istruttoria – viene puntualizzato nella sentenza – si evince altresì che tali criticità e anomalie possono ritenersi risolte solo in minima parte e che, viceversa, permangono astrattamente le condizioni di rischio del ripetersi di siffatti gravi accadimenti emissivi, i quali del resto non possono certo dirsi episodici, casuali e isolati». Il Collegio di giudici sostiene inoltre che occorre sgomberare “il campo da un equivoco che costituisce un leit motiv della linea difensiva delle ricorrenti, nonché oggetto di specifico motivo di ricorso, ovvero dal convincimento che il rispetto dei parametri emissivi previsti nell’Autorizzazione integrata ambientale comporti di per sé garanzia della esclusione del rischio o del danno sanitario». A questo punto la domanda da porre al nuovo Ministro Roberto Cingolani è se sulla salute e la vita delle persone debbano o meno prevalere le ragioni dell’industria. Per noi di Ricostruzione democratica non c’è dubbio, per la nostra Carta Costituzionale la salute e la vita delle persone sono assolutamente prevalenti sulle ragioni dell’economia e dell’industria. Tra l’altro i cinque stelle da taranto hanno preso moltissimi voti proponendo la soluzione del problema ILVA. E’ bene, chiarire da subito che il cd. ricatto occupazionale non può essere di pregiudizio per la vita delle persone. Nel XXI secolo non è accettabile sottostare al ricatto o la vita o il lavoro! A questo punto speriamo che intervenga presto il neoministro Cingola e ci faccia capire se il Suo è un incarico di facciato, ovvero, è un incarico serio nell’interesse dei cittadini!

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